Smart working sotto esame: neurobiologia vs organizzazione
Ricordo ancora il preciso istante in cui il mondo del lavoro si è sentito legittimato a cambiare. Seppure ancora disorientati dal cigno nero pandemico, per la prima volta dopo decenni avevamo la sensazione di poter reinventare tutto. Ci siamo interrogati sul senso di trascorrere 3 ore al giorno in auto per raggiungere l’ufficio, sul perché non potevamo svolgere da casa quell’attività solitaria di back office, su quanto fosse più salutare ed economico consumare un pasto sano nella nostra cucina anziché divorare un tramezzino al bancone del bar. Ragioni nobili che continuano ad alimentare una tendenza inarrestabile: nel 2025 gli smart worker in Italia saranno 3,7 milioni (+5% rispetto al 2024), secondo il Politecnico di Milano.


