Storia del rebranding di Deliveroo, testato in 180km di corsa in bici sotto la pioggia

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Se pensi che i rebranding siano cosette da niente, sappi che il responsabile acquisti di Deliveroo ha percorso 180km in bici in Scozia sotto la pioggia per testare la resistenza all’acqua dei nuovi kit giacca + box per i “rider”, i ragazzi delle consegne in divisa color teal.

Ma lo sforzo di una revisione dell’identità di marca non si misura solo da questo.

I motivi del rebranding di Deliveroo

Come ho più volte spiegato, il rebranding non è un mero esercizio visivo di rinfrescatura immagine (che invece chiamiamo restyling), ma la risposta visuale e identitaria a un problema specifico del brand. In questo caso si trattava delle divise troppo simili a quelle dei competitor e a un aumento della sicurezza delle stesse. Si aggiunge poi la necessità di avere un simbolo univoco comprensibile sia nei pochi pixel di una favicon che nelle stampe grandi formato come i manifesti che vedi in giro per le città.

Come ha ragionato l’agenzia che si è occupata del rebranding di Deliveroo

L’agenzia ha innanzitutto proposto due strade, dando la possibilità di eliminare dal logo il canguro.

Io non mi trovo affatto d’accordo su questa scelta, perché è troppo forte la correlazione del naming con l’animale (già conosciuto in 4 anni di attività), quindi ritengo fuori luogo la proposta.

Il canguro è rimasto, ma l’agenzia è stata molto professionale attuando uno studio semiotico sul simbolo per capire in quale modo esso impattasse sulle altre culture, essendo Deliveroo un brand presente in 12 paesi. Se ti stai chiedendo cosa vuol dire studio semiotico, prova a immaginare di lanciare in India un brand alimentare chiamandolo “Vacca Sacra”…

Il simbolo è stato mantenuto color alzavola (in inglese Teal, che fa più figo), ma ne sono state modificate le forme trasformandolo in una sorta di poligono flat che ha ottenuto piena approvazione dal committente.
Tutta l’immagine è stata quindi adattata allo stile grafico, dai siti web alle divise.
Le foto scelte per i cibi sono ingrandimenti di dettagli da acquolina in bocca, una scelta ottimale per invogliare all’acquisto in pieno stile Neuromarketing.

Come ha ragionato Deliveroo nel commissionare il rebranding dei kit

Le divise sono state fatte in linea con l’immagine flat e poligonale del canguro, ma non solo. L’organizzazione per la sicurezza stradale Brake ha ricevuto l’incarico di dare consulenza per le nuove divise a prova di appassionati di bici (requisito fondamentale per diventare un rider Deliveroo), con materiali super riflettenti e quindi super sicuri, materiali più freschi per i riders dei paesi caldi e materiali più caldi per i riders dei paesi freddi. Hai presente quando parliamo di Employer Branding? Ecco…

Cosa possono imparare le aziende italiane dal rebranding di Deliveroo

  1. Il comfort dei dipendenti si riflette positivamente sulla qualità del servizio e sulla percezione di marca, anche dall’esterno!
  2. Essere affezionati alla vecchia immagine preclude la possibilità di beneficiare di cambiamenti positivi che a loro volta possono costituire elemento di coesione tra lo staff di un’azienda internazionale.
  3. Se ti differenzia maggiormente dalla concorrenza, il rebranding avrà effetti positivi non solo dal punto di vista dell’awareness, ma anche del fatturato

 

Chissà perché mi arrabbio quando sento dire “Abbiamo sempre fatto così”…

 

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