Smetti di distruggere il tuo digital branding con battaglie social che non ti appartengono.

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Mettiamo subito in chiaro una cosa. I social network non sono il luogo in cui i ragazzini giocano e le aziende se la tentano per prendere manciate di visibilità.
I social network sono uno strumento di lavoro per professionisti e imprese, parte integrante di una strategia di digital marketing ben precisa: se non la hai, non ci vuoi investire o pensi la possa mettere in pratica anche tuo nipote, allora ti invito a cancellare seduta stante tutti i tuoi profili.

Ne va del tuo fatturato.

Come forse saprai, sono specializzata nel digital rebranding, cioè nel prendere in mano aziende che stanno sgretolando il loro stesso brand attraverso un uso disastroso dei canali digitali, correggere tutti gli errori e farle ripartire. Mi dispiace non poter portare esempi di miei clienti, perchè capisci anche tu che equivarrebbe a sputtanarli, però possiamo parlare di ciò che è già di dominio pubblico dagli ultimi anni.

La malsana abitudine di salire sul social carro del vincitore

Questa è una costante. Succede qualcosa che scuote l’opinione pubblica e c’è subito un imbecille – sì, è il termine giusto – che pensa “come posso sfruttare la cosa a mio favore?”.
Perché uso un aggettivo così forte? Perché questo atteggiamento è un suicidio annunciato, che pone le sue radici nell’incompetenza di fantomatici “professionisti del digitale” che si fregiano di questo titolo solo perchè smanettano con Facebook e si fanno assumere dalle aziende che – giustamente – si fidano come si devono fidare del commercialista o della TIM e di chiunque altro fornisca servizi.

I massimi esperti di Social Media Marketing, quelli che sanno lavorare davvero come Veronica Gentili, autrice di Facebook Marketing, si dissociano totalmente da comportamenti simili:

Mettiamo in chiaro una cosa, non è sbagliato salire sul carro del vincitore. È sbagliato salirci quando non c’entra niente con la vision aziendale.

Ma le visite fanno comodo, specialmente in tempi di discorsi delicati come diritti degli omosessuali, quindi assistiamo a casi come quelli elencati in questa preziosa guida di Crisis Management che Pennamontata regala ai suoi lettori, o come quello di Italo Treno che sceglie di regalare uno sconto a chi vuole andare al Family Day.

Cosa c’è di male a regalare sconti a un gruppo organizzato?

Non entro nel merito della gestione della crisi, delle scelte commerciali, del social media management di Italo Treno. Io sono un’esperta di digital branding e ti voglio spiegare cosa non ha funzionato nella combinazione social + brand.

Se tu regali una scontistica generica a “gruppi organizzati”, in tempi non sospetti, nessuno ti accuserà mai di nulla. Ma se il giorno del Family Day tu regali sconti per chi deve raggiungere l’evento, automaticamente passi il messaggio che tu sei a favore dell’evento stesso.

Anche per me che non sono un drago in matematica, l’equazione è chiara: Il brand aiuta le persone a raggiungere il family day = Il brand è a favore del family day

Che ti piaccia o no, è così. Ed è per questo che devi fare molta attenzione alle ripercussioni di una cattiva gestione del digital branding. Ti basta dare un’occhiata su Google per capire quale shitstorm si sta abbattendo su Italo, quanti stanno scegliendo di boicottarlo sotto l’hashtag
con tanto di distruzione delle tessere fedeltà.

Chi poteva cavalcare l’onda? Le strutture ricettive di proprietà della Chiesa Cattolica, le associazioni di stampo conservatore, tutti coloro che hanno tra i valori dell’azienda la “Famiglia Tradizionale”. Cosa c’entra Italo? Cosa c’entrano i viaggi? Gli Eurostar sono forse appannaggio delle Famiglie Tradizionali?

Se proprio Italo voleva fare una promozione per quel giorno, io avrei delle due optato per un democratico “Non importa da che parte stai, l’importante è esserci, noi ti aiutiamo ad arrivare con il 30% di sconto”.

Quei soldi che hai risparmiato prima di partire e che ora ti stanno costando cari

Alla fine dei giochi siamo sempre lì. Puoi anche risparmiarti la parcella della mia consulenza, il costo mensile di un social media manager o community manager competente, la quota di startup di una strategia di digital marketing a regola d’arte. Quelle poche migliaia di euro che pensi di avere risparmiato, ti stanno costando molto care.

Non puoi pensare di mettere la tua identità online sotto gli occhi di tutti, senza cognizione di causa, sperando di aumentare il fatturato o la brand awareness fregandotene delle dinamiche psicologiche, sociali, strategiche che regolano questo mondo.

Il rispetto del tuo target e la coerenza con i valori aziendali devono essere alla base di qualsiasi operazione, fosse anche “solo” un tweet.

A colpi di tweet si demoliscono multinazionali intere, vuoi ancora correre questo rischio?



  • Onorata di essere citata da te, Carlotta.
    Grande donna, grande professionista e gran bel post!|

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